Conflitti lavorativi

Le numerose ricerche a livello internazionale in tema di ben-essere organizzativo hanno evidenziato come uno dei principali elementi critici all’interno delle organizzazioni (private, pubbliche, di qualsiasi settore e dimensione) è la presenza di liti e conflitti diffusi a tutti i livelli aziendali.

Da una ricerca realizzata interpellando i Senior Executive delle società inserite nella classifica Fortune 500 è emerso che essi spendono circa il loro 20% del proprio tempo lavorativo occupandosi di liti e conflitti.

Tempo che NON può essere dedicato ad altre attività più redditizie e opportune con degli effetti diretti sulla propria e altrui soddisfazione lavorativa, sulla produttività e sui risultati aziendali.

E’ importante chiarire che quando utilizziamo l’espressione “conflitti lavorativi” non ci riferiamo alle “ordinarie” discussioni lavorative (anche se serrate e al limite del litigio), bensì a veri e propri conflitti (sempre più frequenti) che ledono i rapporti personali e professionali precludendo una forma di vera  e proattiva collaborazione tra le persone influenzando negativamente il morale dei collaboratori e la produttività della azienda.

Una vera e propria emergenza moderna che si inquadra in modo (purtroppo) coerente all’interno di un contesto dove la centralità della gestione virtuosa e moderna del fattore umano sta solo oggi facendosi spazio.

Ne deriva che la conoscenza, la gestione virtuosa e il superamento dei conflitti lavorativi è un fattore critico di successo per l’azienda, per i manager e per i collaboratori di qualsiasi livello.

“Imparare a risolvere i conflitti è la chiave del successo professionale”

Jerry Cooper – Senior Executive  

UNA FATTISPECIE COMPLESSA

Sebbene la presenza delle difficoltà relazionali sul luogo di lavoro è una fattispecie che trova origine sin dalla notte dei tempi, il contesto lavorativo moderno sviluppatosi negli ultimi 30 anni ha reso sempre più evidente la difficoltà (crescente) a gestire i conflitti lavorativi (sempre più frequenti) in modo opportuno.

E’ quindi di fondamentale importanza conoscere che il conflitto lavorativo è una fattispecie di natura complessa che vede l’effetto e l’intervento di numerosi fattori.

In primo luogo il conflitto lavorativo trova la sua origine all’interno di contesti organizzativi che sono sempre più influenzati da dinamiche economiche, sociali, produttive e tecnologiche sempre più veloci, ambigue e complesse.

Contesti che esercitano inevitabilmente una “pressione” diretta sulle persone generando un clima organizzativo che può creare le pre-condizioni per lo sviluppo di modalità relazionali conflittuali diffuse.

Dalla analisi di questi fattori si rende evidente come tali elementi sono destinati a crescere sia come rilevanza che come intensità e ad avere un impatto negativo crescente sulle modalità relazionali lavorative.

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“Interessi in conflitto, scontri di personalità e risorse limitate rendono inevitabile il disaccordo in ambito lavorativo. Questo non vuol dire che essi devono essere elementi generatori di tensioni negative”

Amy Gallo – Harvard University  

LA PERSONA AL CENTRO

Un ruolo altrettanto rilevante nei conflitti lavorativi è quello che Noi riconosciamo alla PERSONA.

Nel bene e nel male è la PERSONA che è al centro delle relazioni e dei contesti organizzativi anche (e forse soprattutto) in presenza di situazioni di conflitto.

Ne consegue che capire che cosa sono e quale ruolo hanno in un conflitto lavorativo  i cervelli multipli (TESTA, CUORE e PANCIA), le emozioni, la INTELLIGENZA EMOTIVA, il sistema nervoso autonomo (e lo STRESS) e la propria personalità (e quella della contro-parte) sono solo alcune delle conoscenze indispensabili per garantire il proprio livello di ben-essere nei contesti lavorativi conflittuali.

Le recenti scoperte neuroscientifiche, il nuovo ruolo riconosciuto alla INTELLIGENZA EMOTIVA e alle sue concrete applicazioni assumono una indiscussa centralità anche nell’ambito di un moderno ed efficace approccio di CONFLICT MANAGEMENT.

E’ il mantenimento di uno stato emozionale positivo e aperto verso se stessi e gli altri ottenuto utilizzando queste nostre profonde risorse che apre le porte ad una risoluzione positiva del conflitto con dei benefici diretti e tangibili non solo per le persone coinvolte, ma anche per l’azienda e per i terzi in generale.

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“La prossima sfida per risolvere i nostri conflitti è lavorare sulle potenti emozioni che ci bloccano nell’ascoltare con un cuore aperto”

J. Goldsmith  

CARATTERISTICHE E GESTIONE DEL CONFLITTO

Per imparare a gestire con successo un conflitto lavorativo è altresì importante avere piena conoscenza dei suoi elementi di natura endogena tra cui, ad esempio, le fasi, i livelli, gli elementi e le possibili origini del conflitto.

La variegata base conoscitiva sopra esposta costituisce la base imprescindibile per analizzare concretamente e nel dettaglio le fasi di gestione di un conflitto ovvero:

  • la ENTRATA nel conflitto
  • la REALIZZAZIONE della gestione del conflitto
  • la CONCLUSIONE del conflitto

Il tutto sapendo che l’analisi dei CONFLITTI LAVORATIVI non può prescindere da una serie di FLOW OPERATIVI  e SUGGERIMENTI CONCRETI allo scopo di non far rimanere l’intera trattazione a livello di analisi prettamente teorica.

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“Ogni volta che incontri un conflitto hai fondamentalmente solo due scelte. Puoi asserragliarti, ritirarti e prepararti per la battaglia. Oppure puoi rilassarti, andare verso la tua controparte e prepararti per la pace. [….]. La domanda è: invece di prepararsi per la guerra non è meglio prepararsi per la pace?”

Joan Goldsmith

Scopri le caratteristiche dei CONFLITTI LAVORATIVI e impara a gestirli in modo virtuoso ponendo al centro TE STESSO, scoprendo l’uso della tua INTELLIGENZA EMOTIVA e delle tue RISORSE PIU’ PROFONDE in un percorso di crescita personale e professionale PARTECIPATIVO, CONCRETO e UNICO.

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PERCHE’ SCEGLIERE YOUR LIVING COACHING?

Per l’esperienza del relatore: il Dott. Alessandro Parrinello vanta un percorso professionale di successo di oltre 15 anni nel mondo aziendale sotto diversi ruoli e con variegate qualifiche a livello dirigenziale e di responsabilità legale oltre ad una specifica formazione ed esperienza sul processo decisionale di tipo intuitivo.

Per l’applicazione di processo di apprendimento interattivo, concreto e multidisciplinare focalizzato nel fornire gli strumenti e le conoscenze capaci di agevolare l’uso della intelligenza emotiva, della “mente intuitiva” e della intuizione.

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